E’ dall’idea della dinamicità spaziale
che prende voce la mia sperimentazione .
Superando il momento in cui la tela si rompe e lo spazio
entra nella composizione, vorrei piuttosto proporre l’arte
come atto di conoscenza o meglio del riconoscere :
” la tridimensionalità binoculare” e “ l’allineamento
spaziale”.
La sintesi dei miei studi possono definirsi
“La
nuova visione Spaziale”.
Lo spazio che il nostro cervello elabora
viene rappresentato con un immagine binoculare, pertanto
doppia immagine, (non solo punti di vista diversi ”Cubismo”);
E dunque superfici piane poste nello
spazio che creano lo spazio (senza tuttavia abolire
lo spazio tridimensionale “ Neoplasticismo”);
Inoltre induco l’osservatore
ad interagire con l’Opera d’arte anche
con la quarta dimensione.
Il primo tentativo di applicazione degli studi sulla Tridimensionalità Binoculare è rappresentato dall’opera “Dal
mio Studio ,1988”.
Qui la rappresentazione del paesaggio esterno ricerca
la profondità espressiva attraverso un linguaggio che
determina nell’osservatore la doppia visione degli
oggetti, grazie all’uso del colore, evidenziato
nelle linee della porta e del balcone.
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Saverio Magno, Dal
mio studio,1988
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